La caduta dei giganti

di Roy Batty | Il mondo sta cambiando. O, meglio, è già cambiato. E i grandi di un tempo passato devono accettare di essere stati sostituiti: ci sono nuovi dei della miscelazione che, in maniera del tutto naturale, hanno preso il posto dei vecchi.

Non c’è nulla di male, perché nulla è immutabile, ma non tutti sembrano comprenderlo realmente: la stampa di settore, le guide e le classifiche continuano, infatti, a mantenere sui troni dei sovrani decaduti.

Un mondo ancorato a logiche del passato

Purtroppo, la miscelazione, in Italia soprattutto, è fortemente legata a rapporti di potere che mirano a mantenere lo status quo.

Ma viviamo in un mondo in cui cambiamenti sono rapidi e anche le cadute dovrebbero esserlo.

In realtà, ciò che un tempo rappresentava l’Olimpo della miscelazione, oggi spesso non riesce a tenere il passo. Eppure, rimane lì osannato, rispettato, degno di deferenza, nonostante il divario con i lustri di un tempo sia incolmabile.

Molti locali che un tempo rappresentavano l’eccellenza, e che con le loro creazioni tracciavano le tendenze, non hanno più nulla da insegnare.

Si sono seduti sugli allori del passato e hanno ceduto il testimone a personaggi evidentemente non all’altezza.

Uno dei problemi principali è che in molti di questi locali blasonati non c’è nemmeno più l’ombra di chi aveva contribuito a farne un simbolo per il mondo della miscelazione.

Magari la proprietà è rimasta la stessa, ma non ci sono più le stesse persone dietro il banco.

Dare spazio ai giovani è più che giusto, ma questi giovani devono essere formati adeguatamente, perché la qualità e il livello vanno mantenuti, non ci si può accontentare.

E non si accontentano nemmeno i clienti: se hanno frequentato il locale in passato, vedono e percepiscono se qualcosa è cambiato in peggio.

Ma non è tutto: ci sono poi le problematiche legate agli sponsor, a prodotti che normalmente non si sceglierebbero per la qualità, ma che, in virtù di uno scambio commerciale vantaggioso per il locale, diventano automaticamente il miglior prodotto utilizzabile.

Il mondo, del resto, va così e sono veramente in pochi a combattere il sistema: è più importante entrare nelle classifiche, essere famosi, più che assicurarsi che il cliente esca dal bar contento, entusiasta dell’esperienza fatta.

Così, ci si trova ad andare in locali dal nome altisonante, famosi in tutto il mondo, per scoprire che poi non si beve così bene. E questa è la peggiore pubblicità che ci possa essere.

Accettare il cambiamento

Non è quindi raro sentire commenti del tipo: “Sono andato in un best bar di fama mondiale, il cocktail non era nulla di che ed era tutto sponsorizzato da marchi commerciali”.

Certo, non bisogna generalizzare: c’è anche chi è da tempo immemore al Top e continua a dettar legge, a stupire con le sue creazioni.

Grazie agli dèi, tuttavia, c’è anche l’altro risvolto della medaglia: nuovi locali che riescono a imporsi e a svecchiare il sistema, a dare lustro a una miscelazione d’eccellenza. Insomma, ci sono i nuovi dèi dell’Olimpo della miscelazione.

La conclusione è semplice: se non si riesce a stare al passo, sarebbe giusto non attaccarsi con i denti e le unghie al proprio trono.

Bisogna accettare la caduta, così come occorre fare più attenzione a quello che oggi è eccezionale e guardare con meno malinconia a un passato che non esiste più.

Certo, è un peccato, ma se per un motivo o per l’altro la creatività, la voglia e l’intenzione non ci sono più, facciamocene una ragione.


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