di Luca Tesser | Galvanina rappresenta oggi uno dei marchi più importanti nella produzione di sodati di alta qualità.
Brand storico, che ha saputo farsi strada all’interno di un mercato complesso, dove una bella immagine non è necessariamente sinonimo di qualità, Galvanina è una vera e propria eccellenza che da sempre punta su tradizione, qualità e innovazione.
Le sue linee di sodati sono realizzate con i migliori ingredienti e con la migliore tecnologia e sono rigorosamente biologiche: parliamo di prodotti straordinari, che vanno oltre il sodato classico per sondare nuove frontiere e creare bevande estremamente innovative, alleate perfette per la miscelazione di nuova generazione.
La collaborazione di Galvanina con la migliore miscelazione italiana è un fatto consolidato ed è il risultato delle scelte di un’azienda che crede fermamente nella qualità e nell’eccellenza.
Così, i sodati Galvanina sono presenti in alcuni fra i migliori cocktail bar italiani: Locale a Firenze, i milanesi Mag e Dry, Alto a Cervia, Sentaku a Bologna, J.Roger a Parma e tanti altri.
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Qualità e distinzione
Quando si parla di sodati in miscelazione il punto sta nella sinergia fra questi prodotti e la creatività e, proprio per questo motivo, molti cocktail bar preferiscono far da sé e creare basi che poi vengono sodate.
Ci sono però dei limiti, perché ricreare un prodotto sodato sempre perfetto e stabile non è semplice.
Ecco perché l’apporto di un’azienda come Galvanina, che può offrire ai bartender prodotti di alta qualità, diventa strategico.
Prendiamo ad esempio la tonica.
Le toniche Galvanina sono frutto di uno studio accurato sul bilanciamento ottimale anche in miscelazione.
Bolla persistente, intensità amaricante naturale estratta dalla corteccia di china, arancia amara, bergamotto e zucchero di canna danno vita a un prodotto estremamente bilanciato, capace di esaltare il drink e agire come parte integrante dell’alchimia fra sodato e distillato.
Lo stesso discorso vale per tutti i sodati: Ginger Ale, Ginger Beer, soda, soda al pompelmo ecc.
Per realizzare un Moscow Mule, un Paloma o un Bourbon e Ginger Ale che siano di qualità ci serve un buon sodato, che merita la stessa attenzione della parte alcolica del drink.
Il Ginger Beer Galvanina, ad esempio, si presenta con tutta la forza dello zenzero estratto dalla radice, rafforzato dallo stesso succo e bilanciato con aroma di lemongrass.
Ne risulta un Ginger Beer estremamente funzionale sia nella miscelazione più semplice sia in quella più sperimentale.
Il Bitter Lemon Galvanina è invece un classico esempio di prodotto meno convenzionale e perfetto per una miscelazione d’autore.
È un sodato creato con limoni siciliani e dall’intensità sorprendente, con un finale amaricante che lo distingue totalmente dai classici sodati a base di limone.
Low Alcohol, una sfida per il futuro
In questo periodo storico abbiamo visto crescere enormemente la richiesta di cocktail con un basso contenuto alcolico.
Sempre più consumatori chiedono cocktail più leggeri ma, comunque, di qualità, e i bartender hanno compreso che questa nuova tendenza non mortifica in alcun modo la qualità della miscelazione, anzi: apre nuove strade in termini di sperimentazione e di nuove frontiere di gusto.
In questo campo, proprio il sodato svolge una parte fondamentale e i prodotti Galvanina hanno saputo leggere perfettamente il nuovo trend.
Oltre alla linea di sodati creati nello specifico per la miscelazione, i cosidetti “mixer” di cui abbiamo già parlato, va però citata anche l’ampia offerta di bibite Galvanina.
La produzione di bibite storiche del marchio di Rimini è un importante patrimonio culturale nazionale: Gazzosa, Chinotto, Aranciata, Cedrata, Limonata, simbolo per eccellenza della bibita in Italia, diventano ingredienti perfetti, e rigorosamente biologici, per la miscelazione low alcohol.
Alle bibite storiche Galvanina affianca poi prodotti come i tè freddi, anch’essi biologici, capaci di soddisfare i palati più esigenti, con una linea che va dal classico tè al limone al tè verde e bianco.
Anche bibite e tè sono utilizzabili in miscelazione. In questo caso diventano essenziali l’abbinamento creativo e la capacità del bartender di sfruttare i sapori della tradizione.
No Alcohol
L’altra tendenza in forte crescita è l’analcolico.
I drink privi della componente alcolica sono stati per molto tempo messi da parte dai bartender, tenuti quasi nascosti: il cocktail bar aveva i suoi signature cocktail estremamente elaborati, fatti con competenza, tecnica e maestria e una proposta No Alcohol non allo stesso livello, come se chi bevesse un analcolico non dovesse aspettarsi un drink curato nello stesso modo di un cocktail alcolico.
Negli ultimi anni, tuttavia, i bartender, volenti o nolenti, hanno dovuto dare un nuovo valore all’analcolico, per rispondere alla sempre maggiore richiesta in questo senso dei consumatori.
E anche in questo caso, tutto deve ruotare attorno al concetto di qualità: nessuno oggi vuole un analcolico banale, un mix di sciroppi e succhi di frutta, anche perché chi oggi sceglie un analcolico non è necessariamente astemio, magari, semplicemente, sceglie di non bere alcohol perché deve mettersi alla guida.
Premesso che l’ostilità dei bartender per l’analcolico è un paradosso della miscelazione, perché creare un cocktail Alcohol Free di livello è più semplice di quanto non lo sia crearne uno alcolico, è ormai tassativo avere una drink list che comprenda anche una selezione di analcolici con la stessa valenza creativa e qualitativa dei cocktail alcolici: il mercato lo richiede!
E sempre sul mercato si trova una ricca varietà di prodotti che possono soddisfare qualsiasi esigenza della miscelazione analcolica: dai distillati analcolici ai syrup di ogni tipologia, passando per le bibite, i mixer e le toniche come quelle proposte da Galvanina, bevande tutt’altro che scontate, che i bartender più capaci sapranno sfruttare e valorizzare al meglio, come negli esempi che trovate di seguito.
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