Bitter Bianco Strucchi: un vero e proprio racconto in bottiglia

Dal cuore della tradizione piemontese alla più importante vetrina internazionale del beverage: Strucchi Vermouth e Bitter, marchio fondato da Paolo Dalla Mora, già fondatore di Engine, ha debuttato ufficialmente al Roma Bar Show con una novità che lascerà un segno nella miscelazione italiana: il Bitter Bianco.

All’evento romano, quella di Strucchi Vermouth e Bitter è stata un’apparizione in grande stile. Bitter Bianco Strucchi è una referenza che completa una gamma già solida – composta da Vermouth Strucchi Rosso, Bianco, Dry e dal Bitter Rosso – e che conferma la missione del brand: reinterpretare l’heritage liquoristico italiano attraverso una lente contemporanea, senza mai perdere di vista il rigore delle origini.

Come nasce il Bitter Bianco

Il Bitter Bianco nasce da un’infusione calibrata di quindici botaniche selezionate: tra queste, luppolo, agrumi mediterranei, spezie aromatiche e radici officinali che danno vita a un profilo gustativo fresco, luminoso e sottilmente amaro.

Al naso, si aprono vivide note balsamiche di pompelmo rosa, mandarino e finocchio selvatico, intrecciate con un’eco lieve ma riconoscibile di assenzio romano.

In bocca, l’amaro elegante del luppolo si fonde con la scorza d’arancio amaro, mentre le sfumature aromatiche di cardamomo e liquirizia accompagnano verso un finale persistente, in cui spiccano le nuance floreali di genziana, salvia sclarea e galanga. Il risultato è un bitter agrumato, sofisticato, dalla beva nitida e moderna, capace di sorprendere sia in purezza che in miscelazione.

A raccontarne le potenzialità è Leonardo Todisco, Brand Ambassador di Strucchi: “Il Bitter Bianco apre nuove possibilità per chi lavora dietro al bancone: dal punto di vista aromatico si sposta su territori ancora poco esplorati rispetto al bitter rosso, mentre la sua trasparenza giallo paglierino regala libertà cromatiche inedite nei cocktail. Non vuole sostituire nessuno, ma offrire un’alternativa autentica e creativa, in perfetta coerenza con la filosofia Strucchi”.

L’omaggio ad Amalia Panigati

Come ogni prodotto firmato Strucchi, anche il Bitter Bianco non è solo un liquido da degustare, ma un racconto in bottiglia. Per questa nuova etichetta, il brand sceglie di omaggiare una figura femminile dal forte potere evocativo: Amalia Panigati (1901–1975), artista specializzata nella pittura a fuoco su vetro e autrice di alcune tra le più iconiche vetrate artistiche del Novecento, presenti in chiese e cattedrali in Italia e all’estero, incluso il Duomo di Milano.

L’illustrazione dell’etichetta, firmata da Riccardo Guasco, ritrae una figura femminile sospesa tra sacro e moderno, tra luce e trasparenza. Un’icona che, come il bitter, non si lascia afferrare al primo sguardo: si rivela a poco a poco, tra armonie di colori, riflessi e dettagli inaspettati. La scelta cromatica – quel giallo chiaro che richiama l’alba – non è casuale, così come non lo è il richiamo a un tempo in cui le donne cominciavano a farsi spazio anche in campi fino ad allora maschili, come quello dell’arte monumentale.

Amalia trasformava la materia attraverso la luce. Lo stesso cerchiamo di fare noi con il bitter: prendere un liquido trasparente e dargli un’anima, un’identità capace di raccontare qualcosa ogni volta che lo si assaggia”, afferma Paolo Dalla Mora.

Un marchio che sta facendo la storia del Vermouth

Il marchio Strucchi affonda le proprie radici in una figura seminale per il mondo del Vermouth: Arnaldo Strucchi (1853–1913), autore di uno dei testi più completi mai scritti sull’arte del Vermouth di Torino, ripubblicato nel 1907 e riscoperto anni dopo da Paolo Dalla Mora durante una ricerca storica.

Da quell’incontro con la carta e con la memoria, nasce l’idea di creare una linea di Vermouth e Bitter che non si limiti a replicare il passato, ma che lo evochi in modo nuovo, ispirato, attuale. La gamma Strucchi, con i suoi prodotti Vermouth Bianco, Rosso e Dry e il Bitter Rosso,si distingue infatti per il rispetto delle ricette storiche, la qualità delle materie prime e un’estetica coerente con il mondo visivo del primo Novecento italiano: ogni bottiglia è un tributo a un’epoca e ai suoi protagonisti, raccontata attraverso illustrazioni d’autore e dettagli curatissimi.

Con il Bitter Bianco, il progetto si arricchisce di una nuova voce: più chiara, più luminosa, ma non per questo meno profonda. Un Bitter pensato per i bartender in cerca di una nota fuori dal coro, per gli appassionati che amano esplorare nuovi equilibri, per chi vuole alzare il livello di ogni cocktail con un tocco di raffinata originalità.

Nel panorama attuale della mixology, dove ogni ingrediente è chiamato a fare la differenza, il Bitter Bianco Strucchi farà la differenza. Versatile, moderno, capace di evocare sia la classicità dei grandi aperitivi sia la freschezza di una nuova ondata creativa.

Strucchi dimostra così che l’innovazione più riuscita è quella che sa dialogare con la memoria. E il Bitter Bianco, con la sua trasparenza solo apparente e la sua complessità gentile, diventerà un riferimento per chi crede che ogni cocktail sia prima di tutto una narrazione liquida.


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