Spirits: che cosa aspettarsi dal 2026?

Antonio Beneforti, esperto selezionatore di Proposta Spirits, divisione del distributore veneto Proposta Vini, ha delineato i trend del 2026 per il settore degli spirits.

Si è concentrato sull’andamento di alcuni prodotti: Vermouth, Gin, Amari e Brown Spiritis.

Il Vermouth diventerà sempre più attraente, anche per i giovani, in quanto trait d’union tra liquoristica ed enologia. Riproposto come aperitivo nella versione classica torinese del Vermuttino (con soda e scorza di arancio o limone) o nella versione più moderna con la tonica, in stile Gin Tonic, sarà sempre più protagonista nel mondo della ristorazione non solo per l’happy hour ma anche come valida alternativa al vino da dessert, con il suo carattere speziato che sovrasta la componente zuccherina.

Per il Gin si prevede una conferma del successo riscosso in questi ultimi anni, ma attenzione: il mercato sembra essere arrivato a un punto di saturazione, popolato da troppi brand, e forse inizierà una selezione naturale che premierà i produttori, solitamente distillerie, capaci di raccontare meglio tradizione e territorio anche in questo distillato.

Il segmento Amari e brown spirits ha visto negli ultimi tempi un calo per i primi, mentre per i secondi si registra una crescita di estimatori. Da tenere d’occhio poi, a prescindere dalla tipologia di prodotti offerti, il trend della sostenibilità: un numero sempre maggiore di locali sta creando cocktail list con solo prodotti sostenibili o attivando azioni benefiche sociali e/o ambientali ispirate alle scelte compiute dai produttori.


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