Bitter Bar Firenze ha presentato la nuova drink list 2026.
La nuova lista nasce da uno studio approfondito dei cocktail storici meno noti, selezionati e reinterpretati attraverso un linguaggio contemporaneo che ne rispetta la struttura originaria, aggiornandone l’approccio tecnico, il profilo sensoriale e le texture.
Al centro del menu c’è una precisa volontà di riscoperta:
riportare l’attenzione su ricette che hanno avuto un ruolo significativo nella storia del bere miscelato ma che, nel tempo, sono rimaste ai margini dei repertori più diffusi.
I cocktail vengono riletti con rigore, evitando scorciatoie stilistiche o semplificazioni, e utilizzando le tecniche moderne come strumenti funzionali al bilanciamento, alla pulizia aromatica e alla definizione del
gusto.
Con la drink list 2026, Bitter Bar Firenze si rafforza come luogo in cui la miscelazione è intesa come pratica
consapevole, studio continuo e rispetto per la tradizione.
Rispolverare cocktail storici
È in questo contesto che il menu riporta l’attenzione su cocktail come il Bobby Burns e l’À La Louisiane, due whisky cocktail che appartengono a pieno titolo alla storia della mixology.
Ricette emblematiche, legate rispettivamente alla tradizione scozzese e alla New Orleans di inizio Novecento, oggi rilette attraverso un lavoro che ne rispetta l’impianto originario, aggiornandone il linguaggio senza snaturarne l’identità.
Ogni drink parte da una base storica riconoscibile e viene interpretato attraverso scelte precise su ingredienti, estrazioni e proporzioni, con l’obiettivo di rendere questi cocktail comprensibili e fruibili per il pubblico
contemporaneo, mantenendone intatta la complessità.
Un drink che arriva da lontano
Tra i drink che hanno suscitato maggiore interesse durante la presentazione stampa, spicca
Homa.
Twist sul Jungle Bird, ha una struttura più scura e stratificata, che sostituisce l’amaro canonico con un lavoro più profondo sul registro agrumato e speziato.
A base di rum Diplomatico Mantuano, Homa integra:
- bitter al lime nero persiano
- melassa di melagrana
- ananas
- lime
- zenzero.
Colpisce il gioco di contrasti tra dolcezza, acidità e componente amaricante, chiuso da un’aria di zenzero che ne alleggerisce il sorso e ne prolunga la freschezza.
Il nome del cocktail richiama l’Homa (in persiano امه, Homā): un uccello leggendario della mitologia persiana, simbolo di prosperità, fortuna e regalità.
Secondo la tradizione, l’Homa non tocca mai terra e vive costantemente in volo, portando felicità a chiunque venga sfiorato dalla sua ombra.
Materie prime di qualità
Accanto al lavoro sui classici, la nuova drink list riflette anche una scelta consapevole nei confronti delle materie prime e dei produttori con cui Bitter Bar ha deciso di lavorare.
Una selezione che non nasce da accordi formali, ma dal desiderio di dare valore a realtà affini per visione, approccio e coerenza progettuale, riconoscendo chi ha accompagnato e sostenuto il percorso del locale.
In carta trovano spazio, tra gli altri, i Vermouth e il ratafià Aprutium, prodotti nati in Abruzzo dall’idea di Antonio Palermo, abruzzese di origine e bartender attivo a Firenze.
La drink list accoglie inoltre Yerbito, liquore toscano all’erba mate che richiama la cultura uruguaiana, in Ruò Yôu Ruò Wú, e Jimmy The Tonic Companion firmato Fermenthinks Distillery, soluzione pensata per lavorare sulla bassa gradazione mantenendo complessità e funzione in miscelazione (ad esempio in Sussurro).
Una scelta precisa
In linea con l’ispirazione al periodo del Proibizionismo – che non è solo estetica, ma parte integrante del linguaggio e dell’identità del locale – il Bitter Bar non propone cocktail completamente analcolici.
La scelta è invece quella di lavorare su cocktail low-alcohol, a bassa gradazione, come alternativa
consapevole che non rinuncia a struttura, gusto e carattere.
Bitter Bar Firenze si distingue inoltre come Whisky bar, con una selezione ampia e curata di etichette provenienti da diverse aree produttive.
Accanto alla proposta liquida, la nuova stagione introduce anche una piccola selezione food, studiata per accompagnare la degustazione e rafforzare l’esperienza complessiva dell’ospite, senza mai sovrastare il ruolo centrale del cocktail.
L’anima di Bitter Bar
Mehran Lashgari è Bar Manager e proprietario di Bitter Bar Firenze dal 2022.
Di origine persiana e fiorentino d’adozione, Lashgari ha costruito negli anni un percorso professionale fondato su una profonda conoscenza della storia della miscelazione e su una forte attenzione alla qualità dell’esperienza offerta all’ospite.
Dal suo ingresso alla guida del locale, Bitter Bar ha intrapreso un percorso di crescita coerente, diventando un punto di riferimento per una clientela attenta e consapevole, alla ricerca di un approccio serio e misurato al cocktail.
Bitter Bar Firenze è presente nella guida Blue Blazer ed è inserito nella classifica Top 500 Bars con la
posizione 349, a conferma di un lavoro costruito nel tempo, fatto di studio, continuità
e coerenza progettuale.
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