Secondo atto per la drink list celebrativa dei 100 anni del Principe Bar

A distanza di un anno dalla presentazione del primo atto, il Principe Bar dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, parte di Dorchester Collection, svela il secondo capitolo della drink list ideata per accompagnare l’hotel verso il centenario del 2027.

Otto signature dalla maestria di Daniele Celli

“Con il secondo atto abbiamo voluto proseguire il viaggio iniziato lo scorso anno, avvicinandoci al presente e al centenario del Principe di Savoia”, racconta Daniele Celli, Bar Manager del Principe Bar.

“Ogni cocktail nasce da un riferimento immediatamente riconoscibile, ma non vuole limitarsi a celebrarlo: il nostro obiettivo è tradurne l’identità in profumi, consistenze e sapori”.

Gli otto nuovi signature cocktail attraversano oltre cinquant’anni di storia, dal 1975 al 2026.

Ogni drink trae ispirazione da un anno specifico e da un avvenimento entrato nella memoria collettiva.

Dai Pink Floyd alle Olimpiadi di Milano-Cortina

1975

Si comincia dal 1975 con Wish You Were Here, ispirato all’omonimo album dei Pink Floyd.

Martin Miller’s Gin incontra cedro, violetta, verjus, butterfly pea flower e pompelmo rosa in un drink floreale, elegante e piacevolmente acidulo.

1986

Dal rock si passa alla Pop Art con Pittsburgh (1986), omaggio alla città che ospita il museo dedicato ad Andy Warhol e la più ampia collezione delle sue opere.

FEW Bourbon Whiskey, liquore alla banana e burro di cacao evocano una delle immagini più riconoscibili dell’universo creativo dell’artista: la celebre banana realizzata per la copertina dell’album The Velvet Underground & Nico.

1994

Il cinema entra in carta con Run Forrest Run (1994), un cocktail che cambia passo a ogni sorso.

WhistlePig 10 Rye whiskey, cioccolato, acero e gamberi costruiscono un incontro inatteso tra dolcezza e sapidità, profondità e nota marina, in equilibrio tra sorpresa e carattere.

1995

Dial-Up Dream (1995) riporta invece agli albori del Web, tra modem, monitor e grafica essenziale.

La profondità della liquirizia richiama gli schermi CRT, mentre la soda al caffè e l’aria alla vaniglia giocano con l’estetica e il linguaggio dell’universo digitale. Completano il drink Altamura Vodka e limone.

2001

Con The Golden Fellowship (2001) ci si sposta nelle terre attraversate dalla Compagnia dell’Anello nel primo film della trilogia cinematografica di Peter Jackson.

Yuu Baal Joven mezcal, pane, tè Pu-erh, miele, zenzero e limone danno vita a un cocktail deciso, costruito su note di fumo, terra e spezie, attraversate da sfumature balsamiche.

2006

Blue Sky (2006) celebra la storica vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio.

Il classico Cardinale viene reinterpretato con Martin Miller’s Gin, Campari Bitter e vermouth dry e si veste d’azzurro, richiamando i colori della Nazionale e l’emozione di un trionfo rimasto nella storia del Paese.

Si torna poi a Milano con Expo Milano (2015), tributo all’Esposizione Universale che portò in città culture e sapori da tutto il mondo.

Grappa, zafferano, caffè e limone riuniscono ingredienti simbolo dell’identità italiana in un drink agrumato, delicato ed elegante.

2026

Chiude la drink list Olympian (2026), omaggio a Milano Cortina.

L’iconico Negroni si muove idealmente dalla città verso le vette attraverso Sabatini Gin, Carpano Antica Formula, Punt e Mes, Abbot’s Bitter, Amaro Braulio, fragole e aceto balsamico Acetaia Giusti: un sorso aromatico ed equilibrato, sospeso tra anima urbana e richiami di montagna.

I classici 

Accanto agli otto nuovi signature cocktail, restano in carta i grandi classici della mixology e l’immancabile El Milanes, drink simbolo del Principe Bar e omaggio al risotto alla milanese e alla tradizione gastronomica della città.

Qui  zafferano, burro e scalogno incontrano Rye whiskey, sherry e sake in una delle creazioni più rappresentative del locale.


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