Un’altra mossa ben riuscita di Hendrick’s

Hendrick’s uno dei Gin più iconici degli ultimi decenni si sdoppia.

Lo Yin e lo Yang, il nero e il bianco, due opposte figure della stessa medaglia. Questa nuova espressione introduce due elementi chiave che cambiano profondamente il profilo aromatico: il cacao e il fiore d’arancio.

Al naso, Another Hendrick’s si presenta subito più caldo e avvolgente rispetto all’originale. Le note floreali tipiche del brand sono ancora presenti, ma risultano più morbide, quasi vellutate, grazie all’intervento del cacao.

Non si tratta di una dolcezza esplicita o zuccherina, quanto piuttosto di una profondità aromatica che richiama sfumature leggermente tostate e cremose, ben bilanciate da accenti agrumati e luminosi del fiore d’arancio.

Al palato il Gin mantiene una struttura elegante, ma con un corpo più pieno. Il ginepro resta lo scheletro portante, senza mai dominare, mentre il cacao emerge gradualmente, regalando una sensazione setosa e rotonda.

Il neroli interviene come elemento di equilibrio, alleggerendo il sorso con una freschezza floreale agrumata che evita qualsiasi eccesso di pesantezza.

Il risultato è un distillato sorprendentemente armonico, che riesce a essere complesso senza risultare difficile.

Un universo parallelo del Gin

Ciò che colpisce davvero è la sensazione tattile: Another Hendrick’s sembra quasi “più morbido” del classico, con un finale lungo e vellutato, in cui le note di cacao persistono senza stancare. È un Gin che si presta bene anche alla degustazione liscia, cosa non così comune per la categoria. Non è un Gin per chi cerca la classicità più rigida o il taglio secco di un London Dry tradizionale. Another Hendrick’s è pensato per chi vuole esplorare, per chi apprezza un distillato che gioca sull’equilibrio tra innovazione e identità.

È, in un certo senso, un “universo parallelo” del Gin originale: familiare, ma con una personalità nuova e più profonda. In ultimo, Another Hendrick’s è una mossa intelligente e ben riuscita. Riesce a rinnovare il marchio senza tradirlo, offrendo un’esperienza più morbida, sofisticata e contemporanea. Non sostituisce il classico: lo affianca, dimostrando che anche un’icona può evolversi senza perdere la propria anima.


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