Parte la Monin Cup 2026

.Sono aperte le iscrizioni per la sfida “Timeless Twist” della Monin Cup 2026,  la competizione internazionale firmata Monin.

Il format continua a mettere al centro il talento e le idee per il futuro di una nuova generazione di bartender.

Per partecipare è necessario essere bartender professionisti o studenti di scuole di settore, nati dal 1999 in poi.

È richiesta inoltre una buona conoscenza della lingua inglese e un passaporto con almeno un anno di validità residua.

I requisiti riflettono la dimensione internazionale della competizione: il vincitore italiano rappresenterà il Paese alla tappa europea di Londra.

La finale mondiale sarà invece a Parigi.

Con un importante patrimonio storico e un’insaziabile curiosità per i sapori e gli aromi, Monin produce da oltre un secolo una sinfonia di sciroppi e liquori squisiti. Monin crede nel superamento dei limiti, nell’innovazione e nella creatività, per portare i suoi consumatori in un delizioso viaggio in cui scoprire le infinite possibilità del gusto. Monin è distribuito per l’Italia da Velier Spa.

Le tempistiche

Le iscrizioni saranno aperte dal 1° aprile al 3 maggio 2026 a questo link 

Tra i candidati verranno selezionati otto bartender che accederanno alla finale italiana di Firenze, fissata per il 12 maggio nella cornice delle Serre Torrigiani, con un tema che invita a lavorare sulla memoria del bere miscelato per proiettarla nel presente: Timeless Twist.

L’obiettivo è reinterpretare il passato recuperando sapori dimenticati, tecniche consolidate, rituali iconici, per trasformarli in qualcosa di attuale.

Il format segue il regolamento ufficiale MONIN: ogni concorrente dovrà presentare un cocktail coerente con il tema, utilizzando almeno un prodotto MONIN e mantenendo la stessa ricetta fino alla semifinale di Londra. Tecnica, pulizia, storytelling e qualità del drink saranno i criteri di valutazione.

Un’iniziativa dedicata ai bartender di nuova generazione

La MONIN Cup si conferma così come piattaforma di crescita per una nuova generazione di bartender, chiamati a confrontarsi su un terreno sempre più ibrido, tra tecnica, creatività, identità locale e linguaggio globale.

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