Eugin Distilleria Indipendente: aromi e sentori inusuali in tre nuove edizioni

Eugin Distilleria Indipendente presenta tre prodotti che lasciano la comfort zone del Gin ed esplorano nuovi gusti e aspettative di chi ha imparato ad amare la distilleria indipendente brianzola.

Eugenio Belli – il Master Distiller di Eugin – ama sperimentare in continuazione, pur rimanendo saldamente ancorato ai principi di alti standard, artigianalità e coerenza di pensiero.

Triple Sec

La prima novità è il Triple Sec, prodotto classico della tradizione liquoristica francese, ma qui rivisto in chiave Eugin.

Come racconta Eugenio: “Normalmente il nome stesso suggerisce che siano necessarie tre distillazioni perché il prodotto sia pronto, e che si usino le scorze essiccate di arance amare, tipicamente caraibiche.

A noi invece piaceva l’idea di un prodotto che fosse il più possibile integro e il più possibile “nostrano”.

Nel Triple Sec di Eugin le scorze non sono essiccate, ma sono arance amare intere calabresi, con una piccola percentuale di limoni interi per regalare maggiore freschezza.

La distillazione avviene in un solo colpo, dopo 24 ore di macerazione direttamente in alambicco.

Fondamentale è il riposo per diversi mesi, per far sì che gli olii essenziali degli agrumi tornino in soluzione dopo l’abbassamento di grado a 40.5 e il prodotto sia perfettamente trasparente senza bisogno di filtrazione.

Assenzio

Assenzio è il secondo neonato dagli alambicchi di Eugin – Robert e Katherine, in onore del filosofo Robert Boyle, di cui Eugenio è un grande estimatore.

Il prodotto omaggia la tradizione degli assenzi come si sono sempre fatti fino ai primi del Novecento: nessun colorante, nessuna essenza di anice, solo ingredienti veri.

Lo stile è quello degli assenzi cosiddetti “blanche”, caratterizzati dal colore trasparente, al posto del classico colore verde che ci si aspetta dall’assenzio.

La ricetta è classica, con i tre pilastri dell’assenzio ben presenti: assenzio maggiore, semi di anice verde e semi di finocchio.

“Le altre erbe caratterizzanti sono semplicemente quelle che crescono intorno al luogo dove raccolgo l’assenzio maggiore: elicriso, menta, semi di angelica: tutti sentori che ricordano un prato di montagna”, spiega Eugenio.

Bitter

Il Bitter di Eugin ha il carattere di un amaro classico, ma da distilleria.

In questo caso le note amaricanti sono più accentuate, soprattutto rabarbaro genziana e china; è inoltre minore il tenore di zucchero e si trova una nota erbacea nettamente identificabile data dall’assenzio romano, raccolto selvatico.

Un occhio anche all’impatto cromatico, per non lasciare nulla al caso: “Non volevamo dare il classico colore rosso che ci si aspetta da un bitter”, spiega Eugenio.

“Dunque la scelta è ricaduta su una radice, la Potentilla, che conferisce un colore aranciato tendente al mattone: un rosso più caldo, una nota di terra, per un Bitter che si presta sia alla miscelazione sia bevuto liscio on the rocks”.


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