In occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026, Feat., l’innovativo spazio nel quartiere di Barona a Milano, presenta una drink list speciale.
Il progetto è firmato da Andrea Pagliarini, Bar Manager di Feat.
L’idea è tradurre l’immaginario olimpico in tre cocktail iconici.
Flying Tomato
Il cocktail simbolo della drink list è il Flying Tomato, celebre soprannome di Shaun White, a cui il drink è dedicato.
White è tre volte campione olimpico – oro a Torino 2006, Vancouver 2010 e Pyeongchang 2018 – e nel 2026 torna ai Giochi come broadcaster.
Il cocktail racconta questo percorso attraverso tre pomodori:
- il cuore di bue per corpo e texture
- il datterino giallo confit per una dolcezza controllata
- il ciliegino scannellato per acidità e umami.
Il risultato è un Bloody Mary essenziale e pulito, senza limone, in cui acidità e dolcezza nascono esclusivamente dal pomodoro.
Il drink viene imbottigliato e pastorizzato per garantire costanza e servito freddo, con
bordo al sale di sedano – una “piccola neve” sul vetro – e una stecca di sedano pickle che richiama una tavola da snowboard pronta a scivolare nel drink.
Skii brulè con liquirizia e zafferano: il calore incontra la neve
Skii brulè è un’interpretazione invernale e sensoriale del vin brulé: la base è aromatizzata alla liquirizia, intensa e profonda, accompagnata da una ciotola di neve aromatizzata, ridistillata con zafferano. Il colore resta quello della neve, ma il gesto del cliente – che versa la neve nel bicchiere – attiva il cocktail: il calore del vino scioglie lentamente il ghiaccio, sprigionando l’aroma dello zafferano e trasformando il drink davanti agli occhi di chi lo beve.
MI-CO (Milano-Cortina): cinque ingredienti, cinque continenti
MI-CO è un cocktail concettuale che celebra l’universalità dei Giochi attraverso i cinque anelli olimpici, rappresentati da cinque ingredienti, uno per continente: caffè per le Americhe, foglie di lime kaffir per l’Oceania, vaniglia per l’ Africa, cocco per l’ Asia e gin per l’Europa.
>Un equilibrio studiato tra acidità (dal caffè), freschezza aromatica (dalle foglie di kaffir) e una nota grassa e avvolgente data dal cocco, in un drink che racconta l’incontro tra culture, territori e sapori.
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