Da leggere: 100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia

Dal pairing di tè e tisane di un ristorante stellato di Venezia, al Negroni analcolico proposto nel bar dove è
nato passando per la rilettura del cocktail Bellini partendo dalle pesche bianche della Costiera Amalfitana.

Queste sono alcune delle storie simbolo della nuova Dolce Vita 0.0 cuore del libro “100 Esperienze
Analcoliche da fare in Italia”.

Il nuovo volume bilingue in italiano e arabo edito da Colors of Riyadh, è stato presentato in anteprima a Firenze durante la Florence Cocktail Week presso il Caffè Concerto Paszkowski.  Lo hanno curato Federico Silvio Bellanca e Antonio Gald ed è distribuito da Il Forchettiere S.a.s. di Marco Gemelli.

I contenuti 

Più che una semplice guida, il volume si propone come uno strumento di orientamento dentro un
paesaggio gastronomico e culturale in piena trasformazione.

Al centro c’è un’idea precisa: il bere analcolico come nuova interpretazione della socialità contemporanea.

Il libro racconta così un’Italia che conserva intatto il fascino dei suoi riti – l’aperitivo, il pairing, la tavola condivisa, l’accoglienza – aprendoli a una sensibilità internazionale sempre più attenta alla qualità dell’esperienza, al benessere e all’inclusività.

La scelta della doppia lingua, italiano e arabo, riflette proprio questa vocazione al dialogo.

Pur non configurandosi come una guida al consumo halal, il volume intende offrire una chiave di accesso chiara,
elegante e attuale a una parte fondamentale della Dolce Vita italiana, rendendola leggibile e desiderabile
anche per il pubblico proveniente dal Medio Oriente e dai Paesi del Golfo.

In questo senso, 100 Esperienze Analcoliche da fare in Italia si inserisce in uno spazio di incontro tra culture, linguaggi e abitudini diverse, valorizzando l’ospitalità italiana oltre il tradizionale racconto centrato sul vino e sull’alcol.

Le voci dei protagonisti del beverage

A dare ulteriore spessore al progetto contribuiscono alcune voci autorevoli della scena internazionale,
chiamate a riflettere sull’evoluzione del settore.

Tra queste:

  • Giulia Caffiero, Restaurant Manager del Geranium di Copenaghen,
  • Anthony Poncier, founder di Top 500 Bars,
  • Francesco Galdi, Corporate Ops & Beverage del Buddha-Bar di Dubai,
  • Paola Mencarelli, founder di Italian Cocktail Weeks,
  • Stefano Bassanese
  • Serena Mela

Un mondo da scoprire

Il no alcol si presenta oggi come uno dei territori più dinamici dell’ospitalità contemporanea, dove tecnica, cultura, mercato e inclusività si incontrano.

Il cuore fondante del volume è però rappresentato dalle 100 esperienze analcoliche selezionate lungo la
penisola.

Hotel, cocktail bar, ristoranti e pizzerie compongono una mappa trasversale e inedita dell’Italia
odierna, mostrando come la proposta zero alcol possa declinarsi in forme molto diverse.

Il libro costruisce un racconto ampio e articolato, capace di restituire la ricchezza di un fenomeno che attraversa oggi tutta l’ospitalità italiana, dall’hotellerie di lusso ai luoghi della pizza contemporanea.

I prodotti Made in Italy

Il volume dedica anche un capitolo ai prodotti analcolici Made in Italy, offrendo una fotografia di un comparto in forte evoluzione, dove identità territoriale, innovazione tecnica e nuove sensibilità di consumo si intrecciano in modo sempre più maturo.

Nelle sue pagine trovano spazio, tra gli altri:

  • Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia
  • Amaretto ADRIATICO
  • Peroni Nastro Azzurro 0.0%
  • MaGiKa li ki dō
  • SeiBellissimi
  • Bocktailed
  • Galvanina
  • Montelvini 0%

Le presentazioni

Il prossimo appuntamento per conoscere il libro è a Roma il 27 maggio, presso il Julep Bar dell’Hotel de la Ville, A
Rocco Forte Hotels.

La struttura rappresenta un esempio concreto di come l’ospitalità contemporanea sappia evolversi verso esperienze sempre più complete e inclusive.

In questo contesto, la mixology analcolica diventa espressione di una nuova sensibilità, in linea con le esigenze di una clientela internazionale attenta al benessere ma senza rinunciare alla qualità e alla dimensione esperienziale.

Ulteriori tappe sono in fase di definizione:  Venezia e Cortina, in occasione delle
prossime Cocktail Week, Prato.


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